• 23 Agosto 2020
  • Ninfia medical care
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LO SBIANCAMENTO DEI DENTI

Ninfia Medical care ed il suo staff odontoiatrico oggi cercheranno di dare informazioni sullo sbiancamento dentale

LO SBIANCAMENTO ROVINA I DENTI?

Rispondo come prima cosa a questa domanda perché devo farvi capire un concetto importante: lo sbiancamento dentale professionale, eseguito presso lo studio dentistico o sotto supervisione di un clinico, non fa danni. Potete fare molti più danni voi lavandovi i denti con il bicarbonato e il limone pensando di sbiancarveli.
Questa paura devo dire che può avere una certa fondatezza se pensiamo che i primi esperimenti di sbiancamento dentale effettuati da dei medici nel 1877 prevedevano l’utilizzo di acido ossalico e acido idrocloridrico.
Ma la medicina si è evoluta e continua ad evolversi e oggi si utilizzano dei materiali ( che dopo vediamo nel dettaglio ) a ph neuro o basico.
Se volete schiarire il colore dei vostri denti, smettete di fare degli esperimenti casalinghi con sostanze abrasive e acide ( bicarbonato e limone ) e rivolgetevi al vostro studio dentistico di fiducia.

BEVO MOLTI CAFFÈ E HO I DENTI MACCHIATI: POSSO FARE LO SBIANCAMENTO DENTALE?

Prima di entrare nel dettaglio sulle tecniche di sbiancamento è bene fare chiarezza su un altro concetto importante: le macchie sui denti non sono tutte uguali.
Come ho spiegato quando vi ho parlato dei dentifrici whitening le macchie dentali si suddividono grossomodo in due categorie:
– estrinseche – ovvero esterne, appoggiate sulla superficie dello smalto: sono quelle caratteristiche di chi beve molti caffè, del fumatore, ma anche di chi ha usato molto tempo dei collutori con clorexidina o fluoruro stannoso ( attenzione: non sono le macchie da fluorosi ) o dovute alla presenza di batteri cromogeni ( black stains )… Insomma sono quelle macchie che vengono via con una bella seduta di igiene orale professionale.

– intrinseche – ovvero interne, caratteristiche della profondità di smalto e dentina: sono le colorazioni tipiche dell’assunzione prolungata di tetracicline, delle fluorosi ( eccole! ),  di anomalie nella formazione di smalto e dentina ( amelogenesi o dentinogenesi imperfette ) , di alcune malattie sistemiche.  Fanno parte di queste pigmentazioni anche le caratteristiche dei denti che subiscono traumi ( la classica macchia bianca isolato su un dente unico o gruppi di denti limitrofi, ma non generalizzati su tutta la bocca ) e necrosi della polpa dentale.

Lo sbiancamento dentale professionale serve per eliminare o rendere molto meno evidenti determinati tipi di macchie intrinseche, o semplicemente per schiarire il colore naturale dei denti ed illuminare così il sorriso.
Vi state chiedendo se sia il vostro caso? Non vi resta che andare dal vostro igienista dentale o dentista di fiducia a fare due chiacchiere.

ESISTONO DIVERSI METODI DI SBIANCAMENTO?

Sì. Come avrete compreso leggendo le prime righe di questo articolo, i casi in cui ci si trova a fare lo sbiancamento sono molteplici e molteplici sono le soluzioni a disposizione del clinico per arrivare al risultato.
Partiamo da una definizione tecnica:
“Lo sbiancamento è un processo chimico, mediato da sostanze di varia tipologia e concentrazione, che determinano un effetto cosmetico a carico dei tessuti duri del dente, con conseguente miglioramento  delle caratteristiche estetiche.”

Il materiale ( la sostanza ) che oggi viene impiegato è sempre lo stesso ( perossido di idrogeno o perossido di carbammide ) , quello che cambia sono le percentuali di concentrazione e la durata del trattamento.
In buona sostanza, il perossido penetra all’interno della naturale microporosità dello smalto liberando ossigeno attivo che va ad eliminare le pigmentazioni attraverso una reazione chimica di ossidoriduzione. Ecco quindi che, come avrete già capito, tutti i prodotti che non contengono perossidi, ad oggi, non possono essere in grado di sbiancare, ma possono aiutare a mantenere i risultati dopo lo sbiancamento ( come ad esempio i dentifrici ).

Metodiche di sbiancamento:

– sbiancamento professionale “in office” o “ alla poltrona”: solitamente con questa tecnica è previsto l’utilizzo di gel a base di perossido ad alte concentrazioni con tempi di contatto relativamente brevi.
Solitamente sono sedute da 45 minuti e possono essere necessarie più sedute.